Gruppo Annoni, una lunga storia di impresa e famiglia

 Barbara Gaiti 26/10/2026

Il tempo trova voce nelle persone che hanno costruito la storia di Annoni

La storia di un’impresa appartiene a tutte le persone che l’hanno costruita insieme. È a loro che Annoni ha scelto di dare voce per il cinquantesimo anniversario, attraverso il progetto celebrativo ''Il tempo trova voce''. Quando dietro all’impresa poi c’è una famiglia, con le sue diverse generazioni, quel patrimonio di esperienze diventa ancora più significativo. Così è per il Gruppo Annoni, che quest’anno festeggia i cinquant’anni dell’azienda Annoni, ma le cui radici imprenditoriali risalgono a ben prima del 1976. Nel 1838 Antonio Annoni avviò la prima attività per la produzione di Parmigiano Reggiano. Da lì si apre una lunghissima storia imprenditoriale, da sempre legata al territorio e alle produzioni tipiche, passata tra le mani di Demetrio e Giovanni per arrivare fino a Ugo Annoni, fondatore delle realtà del Gruppo come le conosciamo oggi: Annoni, attiva nella lavorazione delle carni suine, e Ugo Annoni Industrie Alimentari, dedicata alla selezione e stagionatura delle cosce di prosciutto. È proprio nel progetto del prosciuttificio che nel 1961 Ugo concentrò nuove idee e risorse e con il suo agire imprenditoriale non volle solo dar lustro alle attività di famiglia ma favorì la crescita del territorio: nel 1963 fu tra i ventitré soci fondatori del Consorzio del Prosciutto di Parma, contribuendo a sviluppare il sistema di valorizzazione e tutela di uno dei simboli dell’agroalimentare parmense nel mondo. Dopo anni dedicati alla stagionatura, nel 1976 decise poi di integrare la filiera con la lavorazione delle carni suine, convinto che la qualità del prosciutto nascesse dalla conoscenza di ogni passaggio, dalla materia prima al prodotto finito. Il 26 maggio 1976 fondò Annoni e poco dopo avviò, con 500 capi alla settimana, lo stabilimento di Madonna Prati di Busseto. Alla morte di Ugo, nel 1988, le aziende passarono alle figlie Maria Antonia, Elisabetta e Maria Pia che, insieme ai mariti Dante Larini, Beniamino Maini e Oscar Brindani, rappresentano la seconda generazione imprenditoriale. Dagli anni Duemila si è affiancata la terza: Tommaso, Tito e Giacomo Brindani e Marco e Alice Maini, oggi parte attiva dello sviluppo del Gruppo. Le due generazioni lavorano insieme, raccogliendo risultati importanti: ''Sono 13 mila i suini lavorati ogni settimana a Busseto – spiegano – in uno stabilimento dagli alti standard tecnologici ed igienico-sanitari, che nel tempo abbiamo ampliato, automatizzato, reso sempre più confortevole e sostenibile attraverso investimenti significativi, tra cui il nuovo impianto di depurazione delle acque. Da qui partono carni destinate a Giappone, Hong Kong, Canada, Usa, Brasile, Thailandia e Singapore. Il prosciuttificio, con gli stabilimenti di Collecchio, Sala Baganza e Castellaro, ha raggiunto una capacità produttiva di 600 mila cosce all’anno''. Il fatturato del Gruppo supera oggi i 280 milioni di euro, collocando le aziende tra le principali realtà industriali della provincia. ''La tecnologia è imprescindibile, ma a definire la qualità del nostro lavoro è ancora l’abilità del gesto umano, di chi lavora a coltello con precisione e rapidità. A questi artefici silenziosi del nostro successo, e a tutte le persone che contribuiscono ogni giorno alla vita dell’impresa, abbiamo voluto dare voce nel nostro anniversario, attraverso una monografia e momenti di festa da vivere insieme''.
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