Tre soci, un dipendente e un'area produttiva di appena 18 metri quadrati. E' da qui che, nel 1986, comincia la storia di Stem. Quarant'anni dopo l'azienda di Medesano conta circa 90 persone, opera in 38 Paesi ed è supportata da una rete di 90 centri di assistenza nel mondo
Tre soci, un dipendente e un’area produttiva di appena 18 metri quadrati. È da qui che, nel 1986, comincia la storia di Stem. Quarant’anni dopo l’azienda di Medesano conta circa 90 persone, opera in 38 Paesi ed è supportata da una rete di 90 centri di assistenza nel mondo. Ogni anno nei suoi reparti vengono assemblati circa 4.000 sistemi avanzati per il caricamento delle barelle, installati su ambulanze in tutto il mondo. A questa produzione si affianca la commercializzazione di oltre 7.000 gradini rientranti per veicoli professionali, venduti ogni anno in Italia, Germania e Regno Unito.
Numeri che raccontano la trasformazione di un’azienda nata nel settore del trasporto sanitario in emergenza e cresciuta progressivamente attraverso nuovi prodotti, mercati e ambiti di applicazione. Oggi il lavoro di Stem si sviluppa in quattro aree principali: accanto al comparto EMS, che comprende le soluzioni destinate alle ambulanze e al trasporto dei pazienti, l’azienda opera nei veicoli commerciali, nella nautica professionale e nel trasporto sanitario d’urgenza.
Il quarantesimo anniversario arriva al termine di una fase di forte crescita.
''Negli ultimi 5 anni – afferma il presidente e fondatore Ezio Menna – i ricavi sono passati da 11 a 23 milioni di euro, con un incremento del 100%. Il fatturato è oggi generato per l’88% dalla divisione EMS e per il 12% da quella Marine, mentre i principali mercati sono Italia (34%), Francia (20%), Germania (10%), Romania (9%), Polonia e Regno Unito (5%). La presenza internazionale è sostenuta anche dalle due filiali europee, aperte in Francia nel 2017 e in Germania nel 2024. Questa crescita dimostra anche l'efficacia di una strategia vincente, capace di affrontare con successo crisi e improvvisi cambiamenti del mercato''.
Nata nel settore del trasporto sanitario in emergenza, Stem è stata pioniera nello sviluppo dei primi supporti barella ammortizzati, progettati per proteggere il paziente dalle sollecitazioni generate durante il trasporto in ambulanza. Grazie alla sospensione idropneumatica, che sfrutta una combinazione di olio e gas, il supporto si adatta automaticamente al peso del paziente e assorbe vibrazioni e sollecitazioni causate da fondi stradali sconnessi, dossi, frenate e accelerazioni. Una funzione particolarmente importante per i pazienti politraumatizzati, per i quali ridurre le sollecitazioni significa migliorare le condizioni di trasporto.
''Individuare un bisogno ancora senza risposta e trasformarlo in una soluzione concreta è il filo rosso che attraversa i quarant’anni di Stem – sottolinea Menna –. Una filosofia che ha portato l’azienda a non limitarsi a copiare prodotti esistenti, ma a progettare ciò che ancora mancava sul mercato, ampliando progressivamente competenze e ambiti di applicazione. È proprio per trasformare queste esigenze in soluzioni concrete che Stem si è dotata di un reparto Ricerca e Sviluppo dedicato''.
Il reparto R&D lavora su esigenze specifiche spesso non soddisfabili attraverso prodotti già esistenti. È in questo percorso che si inserisce Stem MedEvac.
''Abbiamo inaugurato questa nuova divisione nel 2026 – spiega il direttore generale Michele Corradi –. Stem MedEvac nasce per sviluppare sistemi e soluzioni sanitarie destinati al trasporto e alla movimentazione dei pazienti in contesti complessi, comprese le operazioni di evacuazione medica in ambito militare. Il lavoro del reparto R&D va proprio in questa direzione: anticipare le esigenze e i cambiamenti che caratterizzeranno il settore nei prossimi anni''.
La sicurezza è uno dei fili conduttori dello sviluppo di Stem. Dal 1997 l’azienda partecipa come delegato UNI ai lavori di normazione europea e nel 2008 è stata nominata dalla presidenza del CEN leader del progetto che ha portato alla EN 1865-5, la norma europea dedicata ai supporti barella installati sulle ambulanze e ai requisiti di sicurezza a cui devono rispondere. La collaborazione con il CEN e la partecipazione ai lavori come delegato UNI proseguono ancora oggi, contribuendo all’evoluzione degli standard del settore. La sicurezza ha portato l’azienda parmense a scegliere di progettare e produrre internamente l’intera gamma, sottoposta a collaudi interni e ai più stringenti test previsti a livello europeo.
A sostenere la crescita è una struttura composta da 90 persone, con un’età media di 35 anni. A questa si affianca una rete esterna di imprese e professionalità specializzate. Nel complesso, considerando fornitori, partner e aziende coinvolte nelle attività di Stem, la filiera arriva a comprendere oltre 500 realtà. Un ecosistema che amplia l’impatto dell’azienda ben oltre l’occupazione diretta, generando un importante ritorno economico e occupazionale sul territorio e lungo l’intera filiera.
L’aumento progressivo dell’organico e dei volumi produttivi ha richiesto, nel tempo, spazi sempre più ampi. Nel 2008 Stem ha inaugurato l’attuale stabilimento di Medesano, successivamente ampliato per accompagnare la crescita dell’azienda. Un nuovo intervento di ampliamento, previsto entro il 2027, porterà la superficie produttiva coperta dagli attuali 7.691 metri quadrati a 9.500, all’interno di un’area complessiva di 20.000 metri quadrati, con un investimento di circa 4 milioni di euro.
Negli ultimi cinque anni, l’azienda ha inoltre investito 6,5 milioni di euro, pari a oltre il 7% del fatturato, in attività di ricerca e sviluppo e oltre 5 milioni di euro, pari al 6% del fatturato, in beni strutturali. Il business plan predisposto per i prossimi anni prevede un ulteriore incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo, ai quali sarà destinato il 9% del fatturato.
''Una misura del successo di un’azienda è certamente rappresentata dalla crescita dei ricavi, ma esiste un dato meno visibile nei bilanci – prosegue Corradi –. È la capacità di proporre prodotti e servizi ad alto valore aggiunto, perché è questo che permette di sostenere una struttura capace di continuare a fare innovazione e di affrontare in maniera efficace i cambiamenti del contesto. Oggi il rapporto tra le figure dirette e quelle indirette è del 50 e 50: un modello che ci consente di ampliare la capacità operativa mantenendo una struttura flessibile e che, nei prossimi anni, potrà sostenere un aumento dei ricavi senza una crescita proporzionale dei costi di struttura''.
Al percorso industriale si accompagna anche un passaggio nella compagine societaria. Elise Menna, marketing manager dopo quasi dieci anni trascorsi all’interno di Stem, entra in società. Un passaggio nato dalla volontà di dare continuità a quanto costruito nei primi quarant’anni e, allo stesso tempo, di accompagnare l’azienda verso una nuova fase di sviluppo.
Per celebrare i suoi primi quarant’anni Stem ha aperto le porte della sede di Medesano a oltre 400 persone tra dipendenti, collaboratori, partner, fornitori, clienti e rappresentanti delle istituzioni. Una partecipazione che riflette anche la dimensione internazionale raggiunta dall’azienda, con clienti e partner arrivati dall’Europa, dagli Stati Uniti e dall’Asia.
Diciotto metri quadrati furono sufficienti per iniziare nel 1986. Quarant’anni dopo Stem amplia la sede, apre una nuova area di business, continua a investire in ricerca e punta a trasformare la crescita degli ultimi anni nella base per una nuova fase di sviluppo.
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